Damus
🟠 isolabellart · 3d
Lo scrivo anche in italiano per i miei connazionali: Secondo me c’è una piccola trappola nella premessa. Continuiamo a pensare in termini di demografie da colpire, come se Nostr dovesse trovare l...
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Contento di rispondere in Italiano :)

pesa questo: serve, in una fase iniziale, pesa bene questo inciso, puntare al bipede medio, quello che di IT sa nulla, installa l'app se il nome/lo screenshot lo convince e in 5" di prova decide se restare o mollare? Per me no. I dev correnti però puntano a questa demografia, più o meno consapevolmente.

Per me in una fase iniziale serve prendere "il linuxaro medio", il nerd, che ha un serverino domestico, spesso un modesto raspi o due, che sa qualcosa ma non oltre quel qualcosa, quindi qualcuno che vuole un'app unica, go get-abile, cargo build-abile, pip-abile, o già nei pacchetti della distro di turno, unica e sola, che faccia tutto. Non vuole scegliere un relay, scegliere un client, trovare che non c'è 'no straccio di documentazione su come configurare opportunamente il relay, che qui manca un server blossom, che li manca un filtraggio dello spam, che laggiù manca il supporto alla chat, ... poi vedere che gli serve coturn per poter aver l'audio, ... vuole un singolo pacchetto, che sia app desktop o webapp da servire via NGINX non importa, ma che sia unico e faccia tutto, client, relay, server blossom, chat, ICE/TURN/STUN ecc ecc ecc. Se c'è questo e vede che è carino, visivamente va bene come andrebbe XMPP/Matrix, ma qui si fa anche il blogghino personale, c'è pure la possibilità di far un ecommerce banale con gli zap, ma nessun obbligo di farlo beh allora quel singolo nerd che prova si tira dietro alcuni amici ed alcuni parenti e dopo un po' questi su scala raggiungono la massa critica necessaria a diventare anche pronti per l'utente-utonto.

Questo manca. Non solo in termini software ma proprio in termini di comprensione e interesse da parte dei dev. Nostr è pieno di progetti confezionati al volo e abbandonati, gente cordiale, che ha voglia di fare, ma non ha una visione d'insieme ed è abituata al modello commerciale delle megacorps dove non c'è il problema del lancio di qualcosa perché sono le PR che lo fanno, non i dev. Dove c'è un modello di rapporto "col cliente" ben diverso.

Cosa fa di buono Nostr?

- ha capito che il punto è comunicare testo, non html, testo semplice, al massimo MD o org-mode, tutto qui, il grosso della nostra informazione è testo dalle leggi agli sms passando per libri, giornali e post. Nostr offre comunicazione testuale come la offriva Usenet, ma con una UI assai più libera e accattivante. Come Usenet supporta anche contenuti multimediali, in maniera più efficiente dei gruppi binari. Supporta post brevi, cui manca una UI stile Lemmy/Reddit per aver successo, la rubrica distribuita modello Facebook/LinkedIn (questa c'è già), post lunghi (blog/siti personali), stanno più o meno arrivando le chat con anche audio e video

- ha anche un modello economico, non valido per i relay, valido per fare un web economico

Cosa manca:

- l'app unica, che sia client+server e che vuoi via Tor, vuoi via altro come ZeroNet, la vecchia rete KAD/eMule, ... permetta visibilità anche al nerd medio senza un nome a dominio, dietro NAT

- un design coerente di questa con un minimo di documentazione per il setup e l'uso

Senza questi non si andrà lontano. Ai margini il modello di decentralizzazione dei relay sovrani finisce come vuole la teoria delle reti in pochi grandi hub, quindi la decentralizzazione teorica salta, splittare e spargere l'informazione come faceva KAD/DHT in genere, IPFS, lasciando agli utenti giusto la scelta di pinnare contenuti "questi li vogliamo interi sul nostro ferro" e bannarne alcuni marcati esplicitamente "questi non li vogliamo" mentre il resto è solo una quantità massima di storage e banda a disposizione della rete, beh, senza questo non è vera decentralizzazione, si finisce con pochi giganti e tanti relay ignoti.
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🟠 isolabellart · 3d
Grazie mille! È bello poter leggere ogni tanto un po' di italiano. Tra l'altro credo che di italiani ce ne siano tanti, solo che scrivono tutti in inglese come il sottoscritto.