Damus

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Finalmente una buona notizia.
Il Tesoro USA ha ritirato ufficialmente due regole di sorveglianza crypto che da anni minacciavano la privacy e l’autocustodia: la famigerata “unhosted wallet rule” e quella sui mixer.
Regole nate con la scusa di combattere il riciclaggio, ma in realtà pensate per trattare come sospetto chiunque tenga i propri bitcoin in un wallet non custodito o usi strumenti di privacy di base (tipo non riutilizzare indirizzi).
Pratiche pessime, invasive, e soprattutto inutili per gli scopi che dicevano di perseguire: non fermano i criminali seri, colpiscono solo gli utenti normali e vorrebbero favorire verso la centralizzazione.
Queste proposte stanno crollando. È un segnale importante: la sorveglianza di massa mascherata da “compliance” non è inevitabile.
L’autocustodia non è un crimine.
La privacy non è sospetta.
Bitcoin è fatto per essere usato senza chiedere permesso.
Il lavoro non è finito (l’autorità legislativa per inventarne di nuove resta), ma almeno qualche cattiva abitudine sta iniziando a cadere.

https://coincenter.org/treasury-just-withdrew-crypto-surveillance-rule-proposals-long-opposed-by-coin-center/
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IMADEDDIN ZAQOUT🍉 · 1w
That's a rare and genuinely encouraging win—proof that pushing back against surveillance-by-compliance actually works. 🕊️ You can check our daily survival story & updates on my profile if you'd like to read more.
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Il rilascio di Bitcoin Core v32.0 è già in fase di release candidate.

Il target ufficiale per il tag finale è il 10 ottobre 2026. La data può slittare leggermente se emergono bug critici durante i test, ma il processo è in fase avanzata



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L’EBA ha chiesto formalmente alla Commissione Europea di valutare l’inclusione del crypto lending/borrowing (inclusa l’intermediazione verso protocolli DeFi) nell’ambito di MiCA. Tra le opzioni proposte: test di adeguatezza, tetti alla leva finanziaria, obblighi di disclosure rafforzati e un eventuale regime di certificazione per i protocolli DeFi.
Queste indicazioni rientrano nella revisione di MiCA in corso (la consultazione pubblica chiude il 30 settembre 2026).

In sintesi: oggi MiCA lascia un “vuoto” deliberato sul lending e sull’uso delle cripto come collaterale, ma impone obblighi stringenti di trasparenza e consenso quando un CASP è coinvolto. Le regole nazionali e quelle bancarie restano decisive, e un’evoluzione regolamentare a livello UE è in discussione.
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bloomberg ci va pesante con Adam Back,
nell'articolo

L'impero crypto di Adam "Not Satoshi" Back colpito da un attacco hacker e da cause legali

L’impero cripto di Adam Back sotto pressione: hack da centinaia di milioni, cause legali e un deal fallito da 15 milioni

Adam Back occupa da anni un posto quasi mitologico nel mondo Bitcoin. Criptografo britannico, inventore di Hashcash (il sistema di proof-of-work citato da Satoshi Nakamoto nel white paper originale), cofondatore e CEO di Blockstream, è da tempo al centro di voci insistenti secondo cui potrebbe essere lo stesso creatore di Bitcoin.

Lui lo ha sempre smentito con fermezza, anche dopo le indagini del New York Times del 2026.

Eppure, mentre l’industria cripto affronta un’altra fase di scuotimento, diverse realtà legate a lui mostrano crepe evidenti. Un’operazione di quotazione pubblica per una società di tesoreria Bitcoin da lui promossa è crollata, un business di mining che ha contribuito a fondare è avvolto da dispute legali, e un attacco informatico da circa 320 milioni di dollari ha colpito Liquid Network, una delle infrastrutture più longeve dell’ecosistema Bitcoin.

Il fallimento del deal BSTR e la “fee di separazione” da 15 milioni

Il progetto Bitcoin Standard Treasury Company (BSTR Holdings), fortemente sostenuto da Back, mirava a diventare una delle maggiori società quotate con tesoreria Bitcoin. L’operazione prevedeva una fusione con una SPAC di Cantor Fitzgerald e il debutto con circa 30.021 BTC (inizialmente presentata come una delle più grandi reserve pubbliche al mondo), più un eventuale finanziamento privato fino a 1,5 miliardi di dollari.

Dopo rinvii, rinegoziazioni e pressioni di mercato, il 20 agosto 2026 l’accordo è stato definitivamente terminato. Secondo i documenti e le ricostruzioni, BSTR (o veicoli collegati come Blockstream Capital Partners) è stata chiamata a versare una fee di 15 milioni di dollari: 10 milioni entro settembre e 5 milioni entro dicembre. Si tratta di un esito amaro per una strategia di tesoreria Bitcoin che Back aveva pubblicamente promosso come percorso virtuoso per le aziende.

Mining e cause legali
Blockstream Mining, attività di mining Bitcoin che Back ha contribuito a fondare e di cui detiene una partecipazione di minoranza, è stata scorporata da Blockstream e si trova ora impigliata in controversie con il partner Exacore. Le accuse riguardano mancati pagamenti per attrezzature, bollette elettriche e depositi di clienti, in un contesto di finanziamenti collegati dell’ordine di circa 2 miliardi di dollari. Sono già emerse azioni legali (tra cui una di Xcel Energy per energia non pagata in Texas), e il quadro potrebbe complicarsi ulteriormente.

L’hack della Liquid Network
Il colpo più spettacolare è arrivato il 6 settembre 2026. Un bug di consenso nel software Elements (alla base della sidechain Liquid promossa e possiamo dire coordinata da Blockstream) ha permesso a un attaccante di mintare circa 4.000 L-BTC non supportati e di ritirarli come Bitcoin reali dalla riserva della federazione. In poche ore la riserva è crollata drasticamente. Blockstream ha interrotto la rete e i ponti.

L’attore si è presentato come “white hat”, ha restituito circa 3.400 BTC dopo trattative condotte anche on-chain, ma ha trattenuto circa 600 BTC (valore intorno ai 47 milioni di dollari al momento dei fatti), chiedendo di fatto un “premio”. Blockstream ha rifiutato di pagare un riscatto, ha definito l’operazione un furto e non una disclosure responsabile, e Adam Back ha dichiarato che la peg 1:1 di L-BTC verrà comunque garantita dall’azienda. I fondi degli utenti sono rimasti temporaneamente bloccati e la fiducia nell’infrastruttura ha subito un duro colpo, anche perché modelli di sicurezza e moduli hardware di Liquid erano già oggetto di discussioni interne.

Un contesto più ampio e le domande aperte
Questi eventi non avvengono in isolamento. L’industria cripto continua a fare i conti con volatilità, regolamentazione e fallimenti di progetti ambiziosi. Blockstream resta una delle società di infrastruttura Bitcoin più storiche, ma la combinazione di un deal pubblico naufragato, controversie sul mining e una vulnerabilità critica su una sidechain di alto profilo mette sotto i riflettori le difficoltà di scalare e gestire imprese legate a figure leggendarie del settore.

Le voci su Satoshi, le precedenti indagini giornalistiche e le dinamiche finanziarie complesse (inclusi veicoli di investimento e figure dietro le quinte) alimentano ulteriori interrogativi. Back e i suoi collaboratori hanno cercato di contenere i danni con comunicazioni pubbliche e impegni a coprire i buchi, ma il messaggio che emerge è chiaro: anche i pionieri più rispettati non sono immuni alle pressioni del mercato, agli errori tecnici e alle complicazioni legali e finanziarie.

In un settore che si vanta di “code is law” (anche se questo motto è da attribuire più al mondo Ethererum che a Bitcoin) e di fiducia minimizzata, episodi come l’hack di Liquid ricordano quanto resti importante la robustezza del software e la governance delle infrastrutture. Per Adam Back e per Blockstream, le prossime settimane e mesi saranno decisive per dimostrare capacità di recupero e ripristinare la fiducia.

L’impero costruito intorno a uno dei nomi più iconici di Bitcoin sta affrontando la sua prova più dura.

https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-29/bitcoin-pioneer-adam-back-s-empire-beset-by-hack-lawsuits
❤️3
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IamNotAVillain ha iniziato a pubblicare "The Italy Files", un dump di circa 150 GB e oltre 85.000 file provenienti da sistemi governativi italiani, inclusi dati di oltre 130.000 funzionari pubblici come passaporti, carte sanitarie e licenze d'armi.
L'attore aveva rivendicato il breach Revolut di settembre 2026, sostenendo di aver usato email PEC compromesse del Ministero dell'Interno per sei mesi per richiedere dati di circa 680 clienti "crypto whales".
Le immagini allegate mostrano screenshot dal sito dell'attore con esempi di documenti esposti e accuse all'Italia per carenze nella protezione dei dati, con implicazioni su privacy e sicurezza nazionale.

https://x.com/H4ckmanac/status/2103058912081502354
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Warlock · 3w
Ciao a tutti 🧡
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Criptovalute, evasori al setaccio. Ma i questionari del Fisco sono snobbati
L’amministrazione finanziaria sta avviando i controlli su un campione di soggetti a rischio tra quelli che non hanno regolarizzato gli anni 2023 e 2024
23/09/2026 di Francesco Cerisano e Matteo Rizzi
https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/fisco/criptovalute-evasori-al-setaccio-ma-i-questionari-del-fisco-sono-snobbati-rx18vj39


L’Agenzia delle Entrate starebbe facendo controlli mirati sulle cripto-attività (bitcoin, token, NFT) relative agli anni 2023 e 2024.
Si concentra su chi non ha aderito alla sanatoria della legge di bilancio 2023 (legge 197/2022).

Hanno ottenuto dati dettagliati dagli exchange (depositi, prelievi, compravendite, permute). Hanno filtrato la platea arrivando a meno di mille soggetti che:hanno generato plusvalenze,
detenevano cripto al 31 dicembre,
hanno fatto apporti.

I controlli (partiti a giugno 2026) consistono principalmente in questionari in cui si chiede di giustificare il costo di acquisto, provenienza della liquidità, acquisti, cessioni, plusvalenze e giacenze di fine anno.

L’articolo sottolinea che finora i risultati sono scarsi perché i destinatari sono “non compliant” e i questionari vengono sostanzialmente ignorati. In prospettiva:Con il D.Lgs. 194/2025 (recepimento DAC8) dal 30 giugno 2027 arriverà lo scambio automatico dei dati sugli operatori MiCAR (operazioni 2026).
Dal 30 giugno 2026 il Registro VASP dell’OAM è stato sostituito da Banca d’Italia e Consob.

La sanatoria 2023 (legge 197/2022 + circolare 30/E 2023) con aliquota agevolata del 3,5% + 0,5% è nota.
L’Agenzia ha da anni poteri di richiedere dati agli intermediari (art. 32 DPR 600/1973).

Che lo stia facendo non è sorprendente.
La DAC8 è reale e l’Italia l’ha recepita. Il primo scambio automatico strutturato è previsto per il 2027 (dati 2026). Questo è un fatto normativo.
Il passaggio di vigilanza da OAM a Banca d’Italia/Consob per i VASP è avvenuto con MiCAR.

«Meno di un migliaio di soggetti». Numero molto basso rispetto alla platea potenziale di detentori italiani di crypto.
O l’Agenzia ha dati limitati, o sta facendo controlli simbolici/pilota.
Non ci sono fonti ufficiali AdE a supporto di questo numero (è solo quanto riportato da ItaliaOggi).
«I questionari sono snobbati» e «producono poco o nulla».

È un’affermazione giornalistica.
Non ci sono numeri pubblici di risposte ricevute, di accertamenti definitivi, di recuperato d’imposta o di avvisi di accertamento emessi. Potrebbe essere vero, ma resta aneddotico.

L’idea che stiano «affilando le armi» e passando alle «maniere forti» suona più da titolo che da sostanza.

Finché restano questionari (fase istruttoria), non è ancora accertamento.

Chi risponde male o non risponde rischia di peggiorare la propria posizione (presunzioni), ma molti bitcoiner sanno che senza dati solidi e tracciabilità on-chain completa l’Agenzia fa fatica a ricostruire costi di carico e provenienza, soprattutto su self-custody e exchange esteri non collaborativi.
La “scrematura triplice” (plusvalenze + detenzione fine anno + apporti) suona ragionevole, ma non sappiamo quanto i dati degli exchange siano completi, accurati e ricollegabili a codici fiscali italiani.

Finché si tratta di exchange centralizzati italiani o UE, il Fisco può ottenere dati.

Su wallet hardware, Lightning, coinjoin, monero, exchange offshore o self-custody pura le cose si complicano enormemente.
«Evasori al setaccio» è retorica.
Molti detengono bitcoin da anni senza aver mai venduto (quindi senza plusvalenza realizzata) o hanno fatto operazioni sotto soglie o con costi di carico difficili da contestare.
La vera stretta arriverà (forse) con DAC8 nel 2027, non con questi questionari “artigianali”.
Fino ad allora continua il classico gatto e topo.

FontiArticolo originale: ItaliaOggi, 23 settembre 2026 (unico pezzo di partenza).
Normativa citata nell’articolo: legge 197/2022, circolare AdE 30/E 2023, D.Lgs. 194/2025 (DAC8), MiCAR.
Non risultano (al momento della lettura) comunicati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate che confermino numeri precisi di questionari inviati o tassi di risposta.

In sintesi:
L’Agenzia sta facendo controlli mirati e limitati su chi non ha sanato 2023-2024, basandosi sui dati degli exchange.
I questionari al momento sembrano poco efficaci.
La vera svolta (se arriverà) sarà lo scambio automatico DAC8 dal 2027.

Fino ad allora, come al solito: not your keys, not your coins… e documentatevi bene se vi arriva qualcosa
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Alvio · 3w
...LOL...
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I risultati del barometro Bitstack, un'indagine condotta in collaborazione con Selvitys che analizza il crescente interesse degli italiani verso Bitcoin.

I dati rivelano che il 10% della popolazione possiede la criptovaluta, utilizzandola spesso come primo strumento di investimento, specialmente tra i giovani.
Emerge un marcato contrasto tra la notorietà del marchio e l'effettiva conoscenza finanziaria, con molti cittadini ancora incerti sul funzionamento dell'asset o sui reali effetti dell'inflazione.

Rispetto a Francia e Spagna, l'Italia manifesta una peculiare sfiducia verso la Banca Centrale Europea, preferendo talvolta il Bitcoin come riserva di valore. Nonostante ciò, gli investitori mantengono un approccio prudente, privilegiando ancora beni tradizionali come l'oro e gli immobili per la protezione del potere d'acquisto a lungo termine. La ricerca conclude evidenziando una divisione nelle opinioni su possibili politiche pubbliche, come la creazione di una riserva strategica nazionale o l'estrazione tramite energie rinnovabili
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Faroaldo · 3w
Oste, il vino è buono? 10%? Ma neanche l'1%!
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Bull Bitcoin aggiorna sulla situazione di Liquid Network.

Secondo l’azienda, lo stato di Liquid Network è completamente fuori dal suo controllo: deve attendere che la Federazione ripristini i peg-out e riporti il backing L-BTC/BTC a 1:1.

Finché non sarà possibile convertire in sicurezza L-BTC in BTC o Lightning, Bull Bitcoin non riattiverà i pagamenti inbound che farebbero accumulare L-BTC agli utenti senza una via d’uscita garantita.
L’azienda preferisce non esporre gli utenti a rischi non compensati e attende la piena ripresa del peg (stimata entro circa 30 giorni).

Nel frattempo sta valutando alternative per i pagamenti Lightning.
Priorità dichiarata: proteggere i fondi degli utenti e non far perdere denaro a nessuno

https://x.com/BULLBITCOIN_/status/2102549781033652708