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🧐 OSSERVATORIO — Ospitare non significa creare

Ogni tanto un progetto di software libero viene presentato sotto un dominio personalizzato in modo tale che, leggendo distrattamente, possa sembrare un prodotto sviluppato “in casa”.

Facciamo quindi un po’ di chiarezza.Phanpy non nasce con l’istanza che ne ospita una copia

Phanpy è un client web alternativo per Mastodon, sviluppato come progetto autonomo da Chee Aun e pubblicato come software libero.

La versione pubblica del progetto esiste già ed è utilizzabile qui:

👉 phanpy.social

Il codice sorgente originale è disponibile qui:

👉 github.com/cheeaun/phanpy

Chi decide di installarne una copia su un proprio dominio svolge un’attività assolutamente legittima e magari anche utile:

la ospita;
la configura;
auspicabilmente la mantiene aggiornata.

Ma non per questo l’ha ideata, progettata o sviluppata.

Un sottodominio personalizzato non trasferisce automaticamente la paternità del codice.

Nel mondo del software libero, attribuire chiaramente il lavoro agli autori originali non è un vezzo e neppure una cortesia facoltativa: è semplicemente il minimo rispetto dovuto a chi quel programma lo ha realmente scritto.

Installare un software è amministrazione di sistema.
Crearlo è un’altra cosa.

Basterebbe una frase molto semplice:

“Abbiamo messo a disposizione una nostra installazione di Phanpy, progetto sviluppato da Chee Aun.”

Stranamente, però, proprio quella riga è spesso la più difficile da scrivere. 😉

Il repository ufficiale descrive Phanpy come client web alternativo per Mastodon, indica phanpy.social come installazione di produzione e documenta esplicitamente il self-hosting. (github.com)
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🌱 Server “green”, IA e Fediverso: facciamo un po’ di chiarezza

Negli ultimi tempi si parla molto, giustamente, di consumi energetici, data center, intelligenza artificiale e impatto ambientale.

È un tema serio.
Proprio per questo andrebbe trattato con precisione, non con slogan.“Server green” non significa “impatto zero”

Usare un provider con data center efficienti, alimentazione ottimizzata, buone metriche energetiche e una gestione seria dell’infrastruttura è sicuramente una scelta positiva.

Ma non significa che il servizio sia magicamente a impatto nullo.

Anche una piccola istanza del Fediverso consuma risorse:

CPU
RAM
storage
database
media cache
backup
federazione
email
CDN
traduzioni
traffico di rete

Tutto questo ha un costo energetico.

Magari piccolo, magari ben gestito, magari molto più contenuto di tante piattaforme centralizzate enormi, ma comunque reale.La compensazione non cancella automaticamente il consumo

Anche la formula “compensiamo piantando alberi” va maneggiata con cautela.

Piantare alberi può essere una buona cosa, ma una compensazione ambientale ha senso solo se è:

documentata
verificabile
addizionale
permanente
proporzionata al consumo reale

Altrimenti rischia di diventare più comunicazione che reale neutralizzazione dell’impatto.Il punto non è fingere di non consumare

Il punto serio dovrebbe essere un altro:

dimensionare bene i servizi.

Non fare il passo più lungo della gamba.
Non gonfiare artificialmente l’infrastruttura.
Non inseguire numeri inutili.
Non centralizzare tutto in poche istanze gigantesche.
Non trasformare il Fediverso in una copia “alternativa” dei social commerciali.

Il Fediverso dà il meglio quando è fatto da tante istanze piccole, medie, locali, tematiche, ben amministrate e sostenibili.

Non serve raccontarsi favole.

Serve amministrare con criterio.Anche le piccole istanze hanno senso

Una piccola istanza ben dimensionata, con iscrizioni controllate, costi bassi e risorse adeguate, può avere un impatto molto contenuto.

Non perché “non consuma”.

Ma perché consuma il giusto per quello che deve fare.

Questa è la vera sostenibilità tecnica:
sobrietà, misura, manutenzione e responsabilità.In sintesi

Dire “siamo green” è facile.

Più corretto sarebbe dire:

cerchiamo di ridurre l’impatto, scegliamo infrastrutture efficienti, dimensioniamo con criterio e non sprechiamo risorse.

Questo è un discorso serio.

Il resto, spesso, è solo marketing ambientale con una foglia verde sopra.

#Fediverso
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Matrix, Element, email e telefono, facciamo chiarezza

Quando si confrontano le app di messaggistica, Matrix viene spesso raccontato in modo troppo semplificato.

E quando si semplifica troppo, il rischio è sempre lo stesso,

si finisce per dire una cosa imprecisa.Element non è Matrix

Prima distinzione fondamentale,

Element non è Matrix.

Element è solo uno dei tanti client disponibili per usare Matrix.

È un’applicazione, cioè uno dei programmi con cui ci si collega a un server Matrix.

Matrix, invece, è il protocollo federato.

Confondere Element con Matrix è un po’ come confondere un browser con il Web.Matrix non è un servizio unico

Matrix non è un servizio centralizzato uguale per tutti.

È una rete federata composta da tanti server, chiamati homeserver, gestiti da persone, comunità, associazioni o amministratori diversi.

Ogni homeserver può avere regole diverse e configurazioni diverse.

Per questo non è corretto dire in modo assoluto,

Matrix richiede l’email

oppure,

Matrix richiede il numero di telefono

La formulazione corretta è,

Alcuni server Matrix possono richiedere email, numero di telefono o altri metodi di verifica. Altri server Matrix possono non richiederli affatto.

Dipende dal server, dal software usato, dai servizi collegati e dalle scelte dell’amministratore.Il caso Conduit

Conduit, per esempio, è un homeserver Matrix leggero.

Nella configurazione standard documentata di Conduit, il punto centrale non è chiedere email o numero di telefono.

Il punto centrale è decidere se aprire o chiudere le registrazioni.

Conduit può essere configurato per,

permettere la registrazione
bloccare la registrazione pubblica
usare eventualmente un token di registrazione

Ma Conduit, di per sé, non impone automaticamente né email né numero di telefono.Un esempio concreto, snowfan.it

Su snowfan.it c'è il server Matrix privato, basato su Conduit.

È configurato in modo privato e controllato.

Per l’iscrizione non richiede nulla.

Niente email obbligatoria.

Niente numero di telefono.

Nessun dato personale imposto automaticamente solo per poter creare un account.

Questo dimostra concretamente perché Matrix non va giudicato come se fosse un unico servizio centralizzato, identico per tutti.

Conta il protocollo.

Conta il software usato.

Conta il client usato.

Ma conta moltissimo anche la configurazione scelta dall’amministratore del server.Server diversi, stessa rete

La cosa importante è che queste differenze non impediscono la comunicazione.

Un account registrato su un server Matrix può comunicare con account registrati su altri server Matrix, anche se quei server sono configurati in modo diverso.

Un server può chiedere l’email.

Un altro può non chiederla.

Uno può usare un token.

Uno può essere privato.

Uno può essere pubblico.

Uno può usare Conduit.

Uno può usare un altro homeserver Matrix.

Ma, se i server fanno parte della rete Matrix e federano correttamente, gli account possono comunicare fra loro.

Questo è il senso della federazione,

server diversi,

regole locali diverse,

stessa rete di comunicazione.Conclusione

Element è solo uno dei client Matrix, non Matrix nel suo insieme.

Matrix è un protocollo federato.

Conduit, nella configurazione standard, non obbliga automaticamente a usare email o numero di telefono.

Un server privato come quello di snowfan.it può essere configurato per non richiedere alcun dato personale obbligatorio.

E account su server Matrix diversi, anche configurati in modi differenti, possono comunque comunicare tra loro tramite federazione.

Quando si parla di privacy, sicurezza, anonimato e decentralizzazione, le semplificazioni assolute sono quasi sempre il modo peggiore per capire davvero le cose.

#Fediverso #Matrix
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Shadow · 9w
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🧭 Guardate i pallini piccoli

Quando si guarda una mappa del Fediverso, l’occhio cade subito sui cerchi enormi.

È normale.

Sono grandi.
Occupano spazio.
Fanno impressione.
Sembrano “pesare” più degli altri.

Ma la vera federazione non è lì.🌱 La vera federazione è altrove

La vera federazione è fatta da quella miriade di pallini piccoli.

Quelle sono le istanze indipendenti.

Quelle locali.
Quelle personali.
Quelle tematiche.
Quelle familiari.
Quelle artigianali.
Quelle gestite da poche persone.
Spesso da una sola.

Senza uffici stampa.
Senza marketing.
Senza grandi numeri da esibire.
Senza bisogno di raccontarsi come “il centro” di qualcosa.

Quella è la decentralizzazione reale.⚠️ Grande non significa automaticamente sano

Un’istanza enorme può anche avere milioni di account registrati.

Sulla carta fa scena.

Ma quel numero, da solo, dice poco.

Perché dentro agli “account totali” ci sono anche,

account abbandonati
account doppi
account di prova
profili creati e mai più usati
utenti passati altrove
registrazioni vecchie di anni

Sono numeri utili per fare volume.

Molto meno utili per capire se una comunità sia davvero viva.📊 Il dato serio è il M.A.U.

Il dato che conta davvero è un altro,M.A.U.

Monthly Active Users.

Gli utenti attivi mensili.

Perché il M.A.U. ci dice chi c’è davvero.

Chi entra.
Chi legge.
Chi scrive.
Chi interagisce.
Chi vive ancora quello spazio.

Gli account totali misurano quanto è grande l’archivio.

Il M.A.U. misura quanto è viva la comunità.

E la differenza non è piccola.

È sostanziale.🕸️ Federazione non vuol dire concentrazione

Il Fediverso non dovrebbe diventare una gara a chi ha il pallone più grosso sulla mappa.

Non dovrebbe essere,

un grande centro
con attorno tanti satelliti piccoli.

Dovrebbe essere una rete.

Tanti nodi.
Tante comunità.
Tante amministrazioni autonome.
Tante scelte diverse.
Tante culture locali.

Piccole e medie istanze che comunicano fra loro senza dover dipendere da un unico polo dominante.🧩 I pallini piccoli sono importanti

Le piccole istanze sono quelle dove spesso trovi,

amministratori raggiungibili
regole comprensibili
comunità riconoscibili
moderazione più vicina alle persone
identità locale o tematica chiara
rapporti meno impersonali

Non saranno enormi.

Non faranno effetto sulla mappa.

Non avranno numeri da vetrina.

Ma sono proprio loro a impedire che il Fediverso diventi la copia federata dei vecchi social centralizzati.🚫 Il problema del “nodo dominante”

Se tutto si concentra in pochi grandi poli, tecnicamente resta federato.

Sì.

Ma culturalmente comincia ad assomigliare troppo al modello da cui molti dicevano di voler scappare.

Perché una federazione dominata da pochi giganti è ancora federazione sul piano tecnico,

ma molto meno sul piano sociale.

E il Fediverso non è nato per sostituire un centro con un altro centro.✅ Il punto è semplice

La forza del Fediverso non è avere il server più grande.

La forza del Fediverso è che nessun server dovrebbe diventare indispensabile.

La forza è poter scegliere.

Poter cambiare istanza.
Poter crearne una propria.
Poter gestire una comunità piccola.
Poter federare senza diventare periferia di qualcun altro.🔍 Guardate meglio la mappa

Non fermatevi al cerchio più grande.

Guardate intorno.

Guardate quella polvere di piccoli punti.

Lì ci sono le istanze che tengono viva l’idea originale.

Lì c’è la parte più fragile, ma anche più preziosa.

Lì c’è il Fediverso distribuito.

Lì c’è la federazione vera.Guardate i pallini piccoli.È lì che il Fediverso respira.

https://fedidb.com/servers/mastodon.social

#fediverso