Damus
Floreana profile picture
Floreana
@Floreana
Nel Conte di Montecristo, la mia leggera e spensierata lettura estiva, c'è un personaggio queer: Eugenie Danglars, figlia del Danglars che contribuisce all'incarcerazione di Edmond Dantes e per questo ne subisce la vendetta.

Eugenie è praticamente un'amazzone o una Xena prima di Xena: ha un atteggiamento mascolino, volitivo, discordante in qualche modo con la sua bellezza femminile. Detesta gli uomini in toto, a cui preferisce la sua giovane insegnate di musica Louise (Olimpia, a complemento di Xena).

La natura del rapporto tra le due viene svelata del tutto nel quinto e ultimo libro, quando il matrimonio combinato di Eugenie con l'impostore e criminale Andrea/Benedetto salta (con estrema gioia di lei) e le due decidono di fuggire insieme verso l'Italia con un aiutino da Monte Cristo, che ha sia scritto lettere di raccomandazione per Louise, sia fornito il passaporto per Eugenie, che grazie a questo documento si fingerà uomo spacciandosi per il fratello di Louise.

In fretta e furia Thelma e Luise fanno i bagagli e in men che non si dica Eugenie indossa i suoi abiti maschili. Dumas sottolinea addirittura che tanta rapidità lascia intendere che quella non fosse la prima volta nei panni di un'uomo per la nostra Xena. Con occhi moderni Eugenie non è soltanto lesbica, ma forse anche trans? Come minimo sembra essere butch.

Fin qui comunque tutto bene, nel senso che dal testo di Dumas non sembra trasparire particolare pregiudizio (ma ho letto una traduzione, quindi chissà). Quindi le nostre due eroine fuggono veloci come il vento e pernottano a Compiègne. Destino vuole che nello stesso luogo e nella stessa locanda arrivi anche l'ignaro e fuggitivo Andrea/Benedetto, che, inseguito, finisce col capitare dritto nella stanza delle due. Non viene solo arrestato lui, ma anche smascherate loro, colte a dormire nello stesso letto.

Nella cittadina è grande lo sgomento per la cattura del fuggitivo e altrettanto grande lo schifo riservato alle due eroine: la loro carrozza viene bersagliata impietosamente da occhiatacce e commentacci che le due non possono ignorare.

E questo rompe anche il carattere adamantino di Eugenie, che si abbandona al pianto tra le braccia di Louise, maledicendo il mondo per essere com'è.

Ora.

Nell'immediato dopo la lettura di questo episodio ho pensato fosse una specie di condanna di Dumas nei confronti delle due depravate, che non sarebbe affatto strano per i suoi tempi. Queste due pensavano di farla franca e invece la loro arroganza di donne e deviate è stata punita con l'onta della derisione pubblica.

Poi mi sono ricordata che Dumas era nero e nella Francia dell'800 non può non aver subìto un certo tipo di discriminazione. Forse quella di Eugenie e Louise non è una condanna, bensì una tragedia? Non lo avrà maledetto anche Dumas il mondo (bianco) per i suoi stupidi pregiudizi?

Mi piace di più vederla così.

#mastolibri #fedilibri
1
Il Gufo. · 2w
nostr:nprofile1qy2hwumn8ghj7un9d3shjtnyd968gmewwp6kyqpqfvgq6v8d47e7earxrhwahatkdgddv3lg85pd7m5z9fqetp2rd2nqfg6kq6 Alexandre Dumas non era nero, era solo per un quarto di discendenza caraibica, da parte di una delle nonne. E, per la cronaca il nonno era pure un marchese parte della nobiltà francese ...